lunedì 4 luglio 2016

COSA RISPONDI ALLA DOMANDA: CHE LAVORO FAI?

Tu sei il tuo lavoro?
Io ti parlo di me, voglio dirti perché sacrifico il presente per riuscire a trasformare la passione in lavoro.

Ti racconto del perché, oltre al mio lavoro part time, preferisco cucire, imparare, creare, piuttosto che passare il mio tempo con amici, oziando con leggerezza.
Bisogna essere pronti per partire nel viaggio lavorativo della propria vita!


Io sono il "mio" lavoro part time retribuito, oppure io sono il "mio" lavoro, quello che mi appassiona e migliora la mia vita?
Io sono entrambi!




Da un po' di anni trovo difficoltoso rispondere con una definizione alla domanda: tu che lavoro fai?
Devo sempre raccontare un po' di me, spiegare che io sono i miei due lavori, uno non esclude l'altro. Il mio cuore però è immerso nella professione artigianale che, richiede tempo per essere appresa, che va contro la velocità di questi tempi, un mestiere lento, contrapposto al lavoro part time, basato sulla sveltezza!



Capire chi sei e cosa vuoi costruire è difficile, ma affascinante.
So che sono "grande" per apprendere un mestiere, ma il percorso lavorativo va affrontato con serenità.
Gli ostacoli e le soddisfazioni sono una continua crescita!


La vita non è fatta di bianco e di nero, ma di sfumature di grigio.
Ci sono persone che si accorgono di queste nostre sfumature (potenzialità, capacità), quando nessun'altro le vede.


Decidi di aderire al cambiamento anche se ti senti invisibile:

  • la necessità di trasformarti, dovuta ad un cambiamento, ad un dilemma disorientante. La crisi che le persone vivono negativamente, sono la partenza per nuovi cambiamenti.
  • L'avvio di una nuova e inedita organizzazione della tua vita, creando nuove occasioni, facendo le cose in modo diverso, fai cose nuove.
  • La transizione, quel periodo della tua vita nel quale impari, ti metti alla prova, rischi, decidi chi deve far parte della tua vita professionale e lavorativa e chi no, ti avvi verso la tua strada...,
  • e poi arriva il cambiamento, l'hai cercato e poi arriva assieme alle competenze per la professione che hai praticato.


Io non sognavo questa mia vita, volevo essere un'artista, ma ci sono stati, e ci saranno, talmente tanti imprevisti, che non potevo assolutamente prevederli.

Però è l'imprevisto che crea una vita viva e magica, non potevo sognare una vita così, però e la mia e cerco di far fede al mio progetto adolescenziale: essere un'artista progettando idee e oggetti!

La domanda che ti devi porre tu è:
"è questa la vita che sognavi?"