venerdì 27 maggio 2016

MI SENTO ANALOGICA E POCO DIGITALE E VA MOLTO BENE COSÌ!

In questi 10 giorni sono più analogica e meno digitale, sto facendo molte azioni per creare, e, meno astrazioni per comunicare ciò che creo, attraverso la tecnologia.

Questi stradini del 1850 in Inghilterra indossavano la bombetta, un cappello da lavoro, emblema delle strade cittadine, di sicuro un lavoro analogico e non astratto come quello digitale.

 Fig. 15 "Questioni di moda" Diana Crane.
In questa foto vedo:

  • la quotidianità dei loro giorni;
  • la sobrietà di un lavoro necessario, duro. Un lavoro che permetteva a questi operai di portare a casa i soldi per vivere;
  • la sicurezza che i lavori "analogici", i lavori manuali, saranno sempre necessari e più ricercati.
Io sono pronta a riempire le stanze della vita, di oggetti fatti su misura, e di progetti tagliati e cuciti sulle esigenze di chi deciderà di affidarsi al mio artigianato.




Sono poco digitale, da tanto non scrivo un post perché:

  • sto organizzando uno scambio di vestiti  (Swap party), e prodotti artigianali della Bottega Lazzarettoper luglio 2016, che sarà in un giardino di Albignasego.
  • Sto creando capi, sporte (borse da mare), canotte estive, bracciali con la stoffa, proprio per questo evento di luglio.

In un periodo in cui tutti sono digitali, io mi sono presa una pausa, voglio essere analogica.

Voglio essere come quell'orologio con le lancette, dove vedi come funziona, capisci a colpo d'occhio quanto tempo è passato, e se si ferma, sai che le batterie devono essere sostituite.

No, non sono fuori tempo solo perché non voglio essere come un orologio digitale, quell'orologio dove vedi che il tempo scorre, osservando quei numeri che si succedono, ma senza meccanismi visibili.

Io voglio essere dentro un meccanismo che esalti il lavoro manuale, sempre messo in secondo piano nel nostro Paese, senza capire che un lavoro manuale è sempre integrato ad un processo intellettuale!